Nella nebbia di Milano: uno studio ciclo-etnografico – Note del 19/09/2017.

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

Dopo i lunghi anni passati nella mia spietatamente, tediosamente e perennemente assolata patria a insegnare le noiose lezioni propedeutiche di “Antropologia milanesiana” agli studenti del corso di laurea in “Culture delle società brumose” sono finalmente riuscita a vincere un grant per IMG_20170919_151726continuare le mie ricerche. Sto partendo per la dolcemente nebbiosa Milanesia, mia mai dimenticata terra d’elezione e culla della mia tesi di dottorato “Malmostosità e festosità tra i nativi milanesiani: uno studio etnografico”. Ancora non mi capacito di come il comitato si sia finalmente deciso ad allentare i cordoni della borsa e concedermi un finanziamento per intraprendere questa nuova esplorazione della cultura milanesiana! Finanziamento ancora più sorprendente se considero che nel comitato siedono tre importanti capi tribù i cui figli e nipoti sono tra i numerosi studenti che non sono ancora riusciti a superare, dopo una dozzina di tentativi, l’esame del mio corso propedeutico… Bontà loro.

Sono in effetti un po’ dispiaciuta di dover abbandonare la formazione di queste giovani menti. Quasi certamente in altri due o tre anni di studi sarebbero riusciti a passare anche con me l’esame propedeutico, ora assegnato ad altro docente. Mi consola però che gli studenti mi abbiano assicurato non sentiranno la mia mancanza. Segno che la formazione che ho loro trasmesso è stata apprezzata: come dice un antico detto milanesiano, l’insegnante brava è l’insegnante che non serve più.

Certo il comitato finanziatore sarà rimasto impressionato dall’estrema rilevanza del mio progetto, che approfondisce le trasformazioni della cultura milanesiana connesse ai processi di globalizzazione e ai cambiamenti climatici, concentrandosi sul più tipico artefatto della società brumosa: la bicicletta. Parto carica di entusiasmo. La mia ricerca, “Nella nebbia di Milano: uno studio ciclo-etnografico”, svelerà aspetti centrali dei modi in cui i rapporti sociali sono intessuti, i valori trasmessi e negoziati, le biciclette venerate, temute e pedalate, in questa misteriosa cultura primitiva, a lungo rimasta sconosciuta perché nascosta delle nebbie caratteristiche dell’habitat milanesiano. Ora preparo i bagagli, mettendo in valigia, come prima cosa, la confezione di cerotti per sbucciature di ginocchio da caduta di bicicletta che i miei affettuosi (oramai ex) studenti ripetenti mi hanno graziosamente donato. Che teneri!

[ANNUNCIO: Cercasi assistente di ricerca con esperienza etnografica pregressa nella valle del Po. Si richiedono: laurea specialistica in Antropologia milanesiana, conoscenza di base dei dialetti locali, capacità di andare in bicicletta senza rotelle e di sorridere quando si dice “Buongiorno”. Referenze da parte dell’esperto in Culture delle società brumose Prof. D. Moss saranno considerate titolo preferenziale. Retribuzione: 3 pistilli di zafferano e mezza michetta per ciascuna giornata lavorativa. Risotto con verze la domenica, anche se non si lavora.]

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