La cucina italiana ai tempi di facebook

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

La cucina italiana vanta, inevitabilmente, un vasto seguito di apprezzatori anche su facebook, dove ogni singolo prodotto o piatto tradizionale che sono riuscita a pensare di cercare conta almeno un gruppo di entusiasti sostenitori.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA questo proposito è con grande gioia che vi annuncio che il pannerone ha ad oggi raggiunto quota 44 “mi piace”, segnale di un lenta ma inarrestabile ascesa nella considerazione degli amanti del formaggio (lo avevamo infatti lasciato a 40 a gennaio). Sempre per rimanere in tema di nostre vecchie conoscenze, la panna cotta, inutile dirlo, è ammirata in innumerevoli gruppi e pagine. Più sorprendentemente, sembra anche essere stata scelta come pseudonimo da numerosi utenti fb in tutto il mondo. Non sono molto sicura del motivo per cui a così tante persone piace definirsi una “panna cotta”, comunque… in italiano suona molto prosaico e proprio non un gran che, ma evidentemente in giapponese o in inglese il dirsi una “panna cotta” emana tutt’altro charme (i lettori la cui lingua madre non è l’italiano sapranno qui forse aiutarci a capire a quali affascinanti idee rimandano le parole “panna cotta” nelle loro lingue native).

A conferma del detto “buono come il pane” – persino quando è secco, evidentemente – troviamo poi uno zoccolo duro di estimatori della pearà (intruglio veneto a base di midollo e pane raffermo), della torta di mica e lacc (torta lombarda che ricicla il pane avanzato), di una minestra dal nome probabilmente non all’altezza del suo sapore sublime, la “zuppa di latte e pane vecchio”, fino ad arrivare, in questo contagioso entusiasmo nord-italico per il pane avanzato, ad una pagina dedicata al “pan poss” (che però conta un unico misero like).

In qualche modo sorprendente anche l’entusiasmo suscitato nel mondo dagli odiati broccoli, argomento che “piace” a quasi sessantamila broccolai, e dall’aglio – quasi centomila, ma solo nella versione garlic, mentre l’aglio italiano riceve al confronto solo una manciata di consensi. Come logica conseguenza del suo più limitato consumo (?!?), l’aglio italiano raccoglie però, bisogna dire, anche molti meno odiatori rispetto alla versione internazionale; odiatori italiani che per altro se la prendono solo con coloro che vanno in metropolitana dopo essersene cibati, più che contro il bulbo in sé.

 Accanto ai piatti della tradizione, in effetti, anche piatti non così tanto tradizionali vantano i loro estimatori: il gruppo degli amici della misteriosa cassoeula napoletana ha ben 50 membri,128 fan per l’innovativa pizza altoatesina sud-tirolese. Discorso a parte per piatti liberamente ispirati alla tradizione italiana, che raccolgono indignate buone forchette in gruppi la cui missione è spiegare al mondo che spaghetti bolognese, carbonara alla panna e pizza con ananas (su cui per altro wikipedia diffonde la tendenziosa notizia che si tratterebbe della pizza più popolare in Australia) non hanno ragione di esistere. Mancano invece (per ora) all’appello gruppi che raccolgano gli indignati dalla pizza arricchita con maionese, così come dalla pasta condita con marmellata, che una popolarissima leggenda diffusa tra i campeggiatori degli anni ’80 vedeva essere il gioioso piatto preferito della prima colazione per gli immancabili vicini di tenda tedeschi in vacanza sulle nostre coste. Ma per questi ci possiamo sempre organizzare.

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