Kaha Mohamed Aden ACIS
Dopo gli anni Novanta del secolo scorso il guntiino
, il vestito molto colorito delle donne somale che lasciava il collo e le spalle scoperte, è scomparso, rimpiazzato dal jilbab
(nome non somalo), il vestito solitamente scuro che copre intero il corpo dalla testa ai piedi. Questa rottura con una tradizione secolare del vestirsi ha caratterizzato non solo la Somalia ma anche le comunità somale in Italia e altrove. Perché? In ‘ Cambio d’abito
‘, un breve saggio uscito recentemente sulla rivista Africa e Mediterraneo
(2017) n.86 e disponibile qui
, si cerca di dare una risposta, elencando i principali fattori politici, religiosi e sociali che insieme hanno portato a questo cambiamento drammatico nel vestirsi delle donne somale.
Kaha Mohamed Aden, nata a Mogadiscio, dal 1987 residente a Pavia. Laureata in Economia presso l’Università di Pavia, consegue un Master in Cooperazione allo Sviluppo nella Scuola Universitaria Superiore di Pavia (IUSS). Ha lavorato presso il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo). Nel 2001 scrive “I sogni delle extrasignore e le loro padrone” per il libro La Serva Serve: le nuove forzate del lavoro domestico di Cristina Morini (Derive/Approdi). Nel dicembre 2002 viene insignita del premio San Siro del Comune di Pavia per la sua attività nel campo della mediazione interculturale.
Nel 2010 ha pubblicato Fra-intendimenti (Roma, Nottetempo). Ha scritto per diverse riviste: «Nuovi Argomenti N° 27 (2004); », « Psiche, numero 1 (2008); », «Africa e Mediterraneo- n.1/17 (86)». Ha realizzato diverse performance tra cui La Quarta Via da cui è stato tratto un omonimo documentario.
Nel 2016 è invitata dall’ACIS, Australasian Centre for Italian Studies, a tenere un ciclo di conferenze: nell’occasione è stata nominata Visiting HRA – Honorary Research Associate.