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Nella nebbia di Milano: uno studio ciclo-etnografico – Note del 19/09/2017.

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

Dopo i lunghi anni passati nella mia spietatamente, tediosamente e perennemente assolata patria a insegnare le noiose lezioni propedeutiche di “Antropologia milanesiana” agli studenti del corso di laurea in “Culture delle società brumose” sono finalmente riuscita a vincere un grant per IMG_20170919_151726continuare le mie ricerche. Sto partendo per la dolcemente nebbiosa Milanesia, mia mai dimenticata terra d’elezione e culla della mia tesi di dottorato “Malmostosità e festosità tra i nativi milanesiani: uno studio etnografico”. Ancora non mi capacito di come il comitato si sia finalmente deciso ad allentare i cordoni della borsa e concedermi un finanziamento per intraprendere questa nuova esplorazione della cultura milanesiana! Finanziamento ancora più sorprendente se considero che nel comitato siedono tre importanti capi tribù i cui figli e nipoti sono tra i numerosi studenti che non sono ancora riusciti a superare, dopo una dozzina di tentativi, l’esame del mio corso propedeutico… Bontà loro. Continue reading

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Places of the Italian Fantastic: cities, houses, mountains

nebbia_veneziaThe latest issue of ReadingItaly is devoted to the literature of the fantastic. Beatrice Sica (UCL) examines Bontempelli’s and Buzzati’s Milano fantastica in which Bontempelli imagined the Piazza del Duomo – ‘occupata non da altro che da basse capanne, in mezzo a suono di ferrame, perché tra le capanne s’aggiravano vasti guerrieri baffuti con risa oscene’ – as the warrior camp of Belloveso, the city’s alleged founder. Silvia Zangrandi (IULM) looks at the ways Venice – ‘suspended between reality and imagination … populated by angels … where streets spring up and dissolve overnight, new canals take the place of earth’ – has been portrayed in works by Marinetti, Morante, Winterson and Buzzati. Matthew Reza (Oxford) recalls Buzzati’s love of the mountains and dislike of the city – ‘bolgia infernale di perdizione e alienazione, regno dell’ipocrisia, della menzogna, dell’egoismo, dove i sentimenti e le angosce peggiori trovano il miglior terreno per attecchire’. Paola Roccella (Warwick) points to the ambiguities, thresholds and Gothic motifs in Landolfi’s Racconto d’autunno, drafted in a decaying manor in Pico Farnese in 1946.

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Living like nomads

0283393_living-like-nomads_300Despite the considerable research on Italian anarchism conducted over the last forty years little is known about the history of the anarchists and anarchism in Milan. To fill this gap, Fausto Buttà’s Living Like Nomads: The Milanese Anarchist Movement Before Fascism (Cambridge Scholars Publishing, 2015) examines the political and ideological debates and the lifestyles of anarchist militants in Milan during the two decades before the rise of Fascism. In addition to its historical value, this study of the history of anarchism contributes to an understanding of the modern Left and the values of freedom, justice and equality. The table of contents and the introduction are available here.

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Diario etnografico Expo 2015 – Note dal Campo del 15/04/2015

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

Ecco, lo sapevo che ne avrei combinata un’altra delle mie! Accidenti, ho fatto un altro errore proprio da etnografa pivella. Con tutte quelle domande sull’Expo sono stata scambiata per un’emissaria dei potenti Grandi Capi locali, forse persino per una spia dell’Amministrazione coloniale. Eh sì che tutti i manuali di metodologia mettono doverosamente in guardia l’aspirante apprendista etnografo: sempre chiarire che non si lavora a favore e per conto del Potere, ma solo e soltanto per Sete di Conoscenza. thumb_arancia

Ecco il perché di tutta quella reticenza tra i nativi?! Ad ogni modo ora mi sto dando un gran daffare per correggere questa falsa impressione sul mio conto, non sottraendomi quando necessario dal partecipare alla condivisione delle maldicenze sul Festival e sul suo sicuro fallimento (sempre, naturalmente, con la dovuta discrezione, come saggiamente raccomandava il Prof. del corso di “Ethnographic Research in Italy – Advanced”). Questi pronostici infausti sono proclamati con tono compiaciuto da quasi tutti i miei informatori, ma non capisco se si tratti davvero di reali speranze oppure di scaramanzia rituale.

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Radio Milano Liberata

2005-12-31 23.00.00-38Per il 70° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo Radio Popolare sta trasmettendo, dall’inizio dell’anno e fino al 25 aprile, “Radio Milano Liberata”, progetto che racconta la storia della Resistenza nel Milanese. Particolarmente interessanti le interviste ai combattenti per la libertà. La trasmissione è in onda il sabato mattina dalle 11.30 e i podcast di tutte le puntate sono disponibili qui.

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Diario Etnografico Expo 2015 – Note dal Campo del 18/12/14

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

WP_20141218_10_32_41_ProImmediatamente dopo il mio arrivo ho subito notato la costruzione di due nuovi tipi di manufatti edilizi di cui non si trova traccia nella letteratura antropologica milanesiana. Si può dunque ipotizzare che si tratti di innovazioni recentemente acquisite dall’esterno grazie al contatto con ignote popolazioni straniere. Anche se mi sfugge il legame con l’Expo 2015 mi pare di intuire, dai discorsi dei nativi, che si tratta di migliorie intraprese nel gruppo dei villaggi di Milano che hanno qualche connessione con questo evento. Continue reading

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Diario Etnografico Expo 2015 – Note dal Campo del 14/12/14

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

Risalendo il corso del fiume Lambro dalla Melegnanesia sud-orientale sono finalmente giunta al raggruppamento dei villaggi di Milano, meta del mio viaggio di ricerca.

Scorcio di orto invernale in uno dei villaggi che compongono il territorio di Milano.

Scorcio di orto invernale in uno dei villaggi che compongono il territorio di Milano.

La prima impressione che ho avuto dei nativi non è stata molto incoraggiante: sembra si tratti di genti diffidenti e poco socievoli, sia nei miei confronti che nei confronti dei membri della stessa comunità (su questo cfr. Moss 1919). A questa freddezza che caratterizza la vita quotidiana si accompagna però quella che sembra essere una vera passione per i grandi festeggiamenti e i rituali collettivi, quasi a compensare la chiusura che caratterizza invece le interazioni di tutti i giorni. Quali siano gli effetti di una vita sociale caratterizzata da questa estrema alternanza sulla vita psichica dei selvaggi rimane un mistero ancora da svelare.

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25 aprile 2014: 69° anniversario della Liberazione a Milano, Città Medaglia d’Oro della Resistenza

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

Se c’è una discrepanza tra la Costituzione e la realtà, non si cambia la Costituzione, si cambia la realtà (Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI, dal palco della Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, Piazza Duomo, Milano, 25 aprile 2014).

1. L’Euro, la Crisi, le Tasse (queste sconosciute?): l’altro lato del corteo della Festa della Liberazione.

2. Le Bandiere, gli Striscioni e i Cartelli (disclaimer: una selezione NON esaustiva).

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Tuscany meets Milan @ Datini office™ ☞ 1382

Josh Brown   University of Western Australia

220px-Francesco_di_Marco_DatiniWhen did Tuscan language forms reach Lombardy? The earliest time that Tuscanisation has been suggested for Milan is during the late Quattrocento when Tuscan became a model for the chancery, well before its codification by Bembo in the Cinquecento. But can evidence for an earlier presence be found? I believe it can. My key source for an earlier dating of Tuscanisation is the correspondence between merchants from Milan and the 14th century Tuscan merchant Francesco di Marco Datini (c.1335-1410), the famous ‘merchant of Prato’.

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Paneropoli. Ovvero Ugo Foscolo era forse intollerante al lattosio?

Edda Orlandi   Milano

Dopo il trittico di post sulla panna “dal primo al dolce” servito fin qui, non ci resta che concludere il pasto con una bella tazza di crema di latte – cui, se volete, vi concedo di aggiungere un po’ di caffè.

Ritratto di Ugo Foscolo

Ritratto di Ugo Foscolo

Il ruolo tanto centrale quanto vituperato della panna nella cucina italiana e in quella lombarda in particolare, già illustrato in precedenti post, trova infatti ulteriore conferma nientemeno che nelle lettere di Ugo Foscolo, il poeta più odiato dagli scolari italiani di ogni ordine e grado (complice A Zacinto, notoriamente la poesia da mandare a memoria per punizione favorita dalle insegnanti di lettere) il quale aveva il vezzo di riferirsi a Milano come di una Paneropoli – la città della panera, cioè della crema di latte, appunto.

Ugo Foscolo definiva Paneropoli il capoluogo lombardo illudendosi di fare un torto ai milanesi tamarri, colpevoli di preferire il basso piacere del cibo alle belle lettere – le sue in particolare. Per quale motivo Foscolo se la prendesse, di tutti i flagelli che affliggono Milano (le zanzare, la nebbia…) proprio con l’inoffensiva crema di latte, non è dato sapere con certezza. È tuttavia risaputo che l’acuta sensibilità d’animo del poeta romantico suole accompagnarsi ad una parimenti delicata costituzione, quindi non è forse azzardato ipotizzare che questo alimento producesse effetti negativi sul suo apparato digerente – ma soprattutto, ehm… post digerente? – causa una non diagnosticata intolleranza al lattosio. Continue reading

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