Tag Archives: giallo

The sense of place on page and screen

Two current talks emphasise the importance of the specific local setting for the central action in Italian fiction. First, Barbara Pezzotti (Monash) has begun a series of SBS podcasts on the Italian gialli (romanzi criminali) with a piece on gialli in Milan. She discusses the changing role of the city itself, first the centre, then the periphery, as portrayed by authors from Giorgio Scerbanenco (eg Traditori di tutti, 1966) to Rosa Teruzzi (eg La fioraia del Giambellino, 2017). Her forthcoming city-centred analyses will include Turin, Bologna and Rome. Second, Mark Nicholls (Melbourne) concludes his talks on classic Italian films – Roma città aperta (Rossellini, 1945), Ladri di biciclette (De Sica, 1948), La dolce vita (Fellini, 1959), Il conformista (Bertolucci, 1970) and Morte a Venezia (Visconti, 1971) – with a discussion of Nuovo Cinema Paradiso (Tornatore, 1988) on Tuesday 22 Oct 2019, 6.30-8pm. at 199 Faraday St, Carlton, VIC 3053 (free event – RSVP essential here). Tornatore’s depiction of small-town life in Sicily after 1945 is the essential background for understanding the place of cinema-going in the creation of collective memory and (often) nostalgia.

Tagged ,

Andrea Camilleri (1925 – 2019)

Mercoledì mattina è mancato all’età di 93 anni Andrea Camilleri, regista, attore, docente, ma conosciuto soprattutto come creatore in più di venti libri del commissario Salvo Montalbano e delle sue indagini nella Sicilia sud-orientale. Sia in Italia che all’estero Camilleri ha goduto di uno straordinario successo editoriale, giunto in età avanzata (scrisse il suo primo romanzo con Montalbano quando aveva quasi 70 anni). In un’intervista a SBS Barbara Pezzotti (Monash University), analizzando i diversi motivi di quel successo, ha riassunto il carattere del protagonista così: “Il commissario Montalbano è un personaggio molto particolare: se pensiamo c’è tutta una tradizione del giallo in cui il detective è triste, isolato, preda a grande disperazione, molto spesso alcolizzato, tossicodipendente… qui invece ci troviamo di fronte ad un secondo filone della crime fiction, che è un filone in realtà moltissimo amato, che è dell’ispettore che ama la vita, pensiamo a Maigret per esempio, a Vásquez Montálban: è un ispettore che ama la vita, ama mangiare, ama la bellezza, ha molti difetti, quindi non è perfetto, non è atletico, non è un superuomo, quindi possiamo identificarci con lui… ma è fondamentalmente una persona onesta, a volte burbero, però ha una grande sensibilità e una grande empatia nell’affrontare le sue indagini”.

Tagged , ,