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Andrea Camilleri (1925 – 2019)

Mercoledì mattina è mancato all’età di 93 anni Andrea Camilleri, regista, attore, docente, ma conosciuto soprattutto come creatore in più di venti libri del commissario Salvo Montalbano e delle sue indagini nella Sicilia sud-orientale. Sia in Italia che all’estero Camilleri ha goduto di uno straordinario successo editoriale, giunto in età avanzata (scrisse il suo primo romanzo con Montalbano quando aveva quasi 70 anni). In un’intervista a SBS Barbara Pezzotti (Monash University), analizzando i diversi motivi di quel successo, ha riassunto il carattere del protagonista così: “Il commissario Montalbano è un personaggio molto particolare: se pensiamo c’è tutta una tradizione del giallo in cui il detective è triste, isolato, preda a grande disperazione, molto spesso alcolizzato, tossicodipendente… qui invece ci troviamo di fronte ad un secondo filone della crime fiction, che è un filone in realtà moltissimo amato, che è dell’ispettore che ama la vita, pensiamo a Maigret per esempio, a Vásquez Montálban: è un ispettore che ama la vita, ama mangiare, ama la bellezza, ha molti difetti, quindi non è perfetto, non è atletico, non è un superuomo, quindi possiamo identificarci con lui… ma è fondamentalmente una persona onesta, a volte burbero, però ha una grande sensibilità e una grande empatia nell’affrontare le sue indagini”.

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Place and culture in Italian crime fiction: AJCF special issue

Italian-Crime-Fiction-468x252The Australian Journal of Crime Fiction has just published a special issue, ‘Place and Culture in Italian Crime Fiction‘, edited by Barbara Pezzotti and Brigid Maher and available free online (vol.2, no.1, 2016).  The editors discuss the ways that authors have used crime fiction to depict, criticise or endorse features of local and national society; they also note the shifting meaning of ‘impegno’ and its historically controversial application to the genre. Andrea Camilleri is the central figure in several contributions: Emilio Lomonaco examines the relation of his style to traditions of Sicilian story-telling; Giuliana Pieri interviews him on the nature of European and his own crime fiction; and Alistair Rolls explores issues of translatability through the English version of La forma dell’acqua (1994). Margie Michael identifies the sense of placelessness that characterises works by Roberto Costantini and the New Zealand author Paul Cleave; and Piera Carroli unravels the multicultural complexities of Marilù Oliva’s trilogy set in Bologna: Tù la pagaras!, Fuego and Mala suerte (2010-12). Finally, capturing in her title the protagonist’s equal interest in toxicology and designer handbags, Brigid Maher offers a translation of the first two chapters of Alessia Gazzola’s L’allieva (2012).

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