Category Archives: Food

Il Paroliere: Italian word of the week-42

proprieta-curative-del-cavolo_462408e815abc19de1a9e3cebc982bf0‘Io manciu cipuddha e a iddhu c’abbrucianu l’uocchi.’ Come dici? ‘La mela cruda la tira drì una dbuda, la mela cota la n’tira drì una ciòpa.’ Prego? ‘Coi bisi in tècia gnanca la mare de S Piero no resta vecia.’ Basta! Vuoi fare le nozze coi fichi secchi, eh. Ma il sale in zucca ce l’ho anch’io, sai. Mica mi faccio travolgere da quest’ondata di ortaggi. Per fortuna a ciccio de sellero c’è Andrea …..

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Il Paroliere: Italian Word of the Week-40

400px-Colonie_greche_d'italia_e_siciliaPasqua e dintorni. Grandi gozzoviglie romane dell’abbacchio come se l’agnello fosse il totem nazionale. L’agnello?? Come disse Renan, l’oblio costituisce un fattore essenziale nella creazione di una nazione. Per fortuna arriva Gregoria che ci aiuta a ritrovare le origini (etimologiche) del Belpaese.

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La festa del Panettone riciclato

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

514px-Saint_Blaise_Louvre_OAR504Il 3 febbraio, San Biagio, si celebra in Lombardia la Festa del Panettone avanzato. Giorno successivo alla Candelora (“Madona de la Candelora, de  l’inverna sem feura, pieuv, fioca ou tira vent, per quaranta dì sem amu indent”), San Bias (“du ur a squas”) rappresenta l’ultima occasione favorevole per recuperare dalla dispensa i panettoni natalizi avanzati, riciclandoli in omaggio alla tradizione che stabilisce che “San Bias benedis la gula e ‘l nas”: mangiando una fetta di panettone oggi si eviteranno infatti raffreddori e mal di gola fino alla fine della stagione invernale, anche nel caso, si suppone, che le condizioni metereologiche infauste, come quelle di quest’anno, abbiano fatto presagire altri 40 (-1, 39!) giorni d’inverno. Continue reading

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Il Paroliere: Italian Word of the Week-27

438px-cydonia_oblonga_-_kc3b6hlere28093s_medizinal-pflanzen-049This week we are serving a cotognata – a romantic favourite ever since those famous lines from Plutarch’s first smash hit, ‘Quince and marriage/Go together like a horse and carriage’. Many inferior cover versions followed. You’d like to try your hand at using quince in your dinner? Bartolomeo Scappi’s recipe, reproduced here with thanks to pulcinellapasta, is a classic: ‘“To prepare a jelly of finely chopped chicken with quince juice,” one needed to boil 4 capons, plucked and drawn, and 20 goat kid’s feet, cleaned and skinned. When reduced by two-thirds, skim off the fat and strain. Return the broth to the pot and add 2 pounds of sugar, half an ounce of cinnamon, 8 ounces of quince juice, 4 ounces of vinegar and 6 of white wine, plus a bit of salt and some chopped apple. Cook the concoction a bit more then pour through a filter and allow to cool.’ (The opera of Bartolomeo Scappi (1570): L’arte et prudenza d’un maestro cuoco, trans. Terence Scully. Toronto, 2008, p. 609). You don’t feel quite up to that? Then here’s Francesco Goglia to talk about the word ….

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Of traditions and the tasks they impose

cotechino-and-lentils1You are staring at the mountain of lentils and cotechino your mother/husband/mother-in-law/Uncle Arthur has just placed in front of you. You have gulped, twice. For you are grimly aware that you have already committed many unpardonable excesses in the field called gluttony over the past week. Your enrolment at the gym is still a promise, a hope, a possibility …. Santa did not bring you the expensive exercise bike you really really wanted …. Your belt seems to have shrunk recently. You desperately need something to get you through the task of respecting the New Year traditions of the table without causing offence. Would a dash of socio-historical flavouring help? Pulcinellapasta is here to provide it….

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Of Coffee, Cakes, and an Obligatory Saint

Catherine Kovesi  University of Melbourne

Bassrelief of San Martino on the Oratory of the Scuola of San Martino

Bassrelief of San Martino on the Oratory of the Scuola of San Martino

Throughout most of the westernised world we have just celebrated the festival of Halloween. Each year many protest the intrusion of what they see as an Americanised festival into their indigenous traditions, and it did look a little anachronistic here in Venice to see Halloween paraphernalia in many shop windows. But now, barely a fortnight later, the windows are full of paraphernalia for a different and delightful festival here in the city, one with many similarities to Halloween in the ways in which it is celebrated by the children of Venice, but which is completely enmeshed in Venetian tradition. This is the Feast of San Martino, celebrated on 11 November for at least three centuries now.

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Il Paroliere: Italian Word of the Week – 12

italian-language-courses-300x240It was a dark and stormy night; the rain fell in torrents — except at occasional intervals, when it was checked by a violent gust of wind which swept up the streets of Adelaide, rattling along the housetops, and fiercely agitating the scanty flame of the lamps that struggled against the darkness. A band of linguists sat round the fire, poking the ashes with an ancient instrument the name of which they had carelessly mislaid. Their eyes remained fixed on the decrepit Dutch oven (‘You mean a casserole’. ‘Nope, a bedourie’) in the middle of the dying fire in which their dinner was slowly cooking. ‘Tell us a story’, said one. ‘All right’, said Luciana, ‘I will‘ ……….

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Il Paroliere: Italian Word of the Week – 8

italian-language-courses-300x240“Al banco del drugstore ebbi il tempo di buttar giù due tazze di caffè e un …………… di formaggio fuso con due fette di surrogato di prosciutto affondate nel mezzo, come un pesce morto nella melma, in fondo a uno stagno prosciugato. Ero pazzo. E mi piaceva”. Così Philip Marlowe, cercando di riprendersi prima di essere di nuovo sommerso dall’ondata delle bugie di Orfamay Quest, Mavis Weld e Dolores Gonzales. Oggi, nelle vesti del Paroliere, l’ingordo Andrea Rizzi ci aiuta a trovare la parola mancante, passando per il Caffè Mulassano di Torino e Il Vittoriale degli Italiani, fermandosi per una merenda aristocratica e non disdegnando l’offerta di qualcosa dalla schiscetta di un compagno filo-inglese ….

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La cucina italiana ai tempi di facebook

Edda Orlandi   Università degli Studi di Milano

La cucina italiana vanta, inevitabilmente, un vasto seguito di apprezzatori anche su facebook, dove ogni singolo prodotto o piatto tradizionale che sono riuscita a pensare di cercare conta almeno un gruppo di entusiasti sostenitori.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA questo proposito è con grande gioia che vi annuncio che il pannerone ha ad oggi raggiunto quota 44 “mi piace”, segnale di un lenta ma inarrestabile ascesa nella considerazione degli amanti del formaggio (lo avevamo infatti lasciato a 40 a gennaio). Sempre per rimanere in tema di nostre vecchie conoscenze, la panna cotta, inutile dirlo, è ammirata in innumerevoli gruppi e pagine. Più sorprendentemente, sembra anche essere stata scelta come pseudonimo da numerosi utenti fb in tutto il mondo. Non sono molto sicura del motivo per cui a così tante persone piace definirsi una “panna cotta”, comunque… in italiano suona molto prosaico e proprio non un gran che, ma evidentemente in giapponese o in inglese il dirsi una “panna cotta” emana tutt’altro charme (i lettori la cui lingua madre non è l’italiano sapranno qui forse aiutarci a capire a quali affascinanti idee rimandano le parole “panna cotta” nelle loro lingue native). Continue reading

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